Da Cimabue a Morandi, la mostra di Sgarbi a Bologna

lunedì, marzo 30, 2015


A Bologna questa primavera torna protagonista l'arte con la mostra Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice promossa da Genus Bononiae- Musei nella Città allo scopo di valorizzare il patrimonio delle collezioni cittadine.


Allestita a Palazzo Fava la mostra, che rimarrà aperta fino al prossimo 17 maggio 2015, rappresenta una straordinaria occasione per approcciarsi all'arte e in particolare alla pittura bolognese, in un excursus storico che va dal Medioevo al Novecento.
Curatore della mostra è Vittorio Sgarbi che, riprendendo i concetti espressi da Roberto Longhi in una magistrale lezione del 1934 all'Università di Bologna sulla grande tradizione artistica della città, ha voluto ripercorrere la storia dell'arte italiana, prima ancora che bolognese, attraverso opere chiave che si fanno testimonianza della loro epoca. Il viaggio parte dalla fine del Duecento, dove spicca l'opera di Cimabue, ed arriva a Giorgio Morandi definito proprio da Longhi "uno dei migliori pittori viventi d'Italia".
Simboliche sono anche le sale nelle quali la mostra è allestita, gli stessi ambienti dove i tre cugini Ludovico, Ariosto e Annibale Carracci, di cui si possono ammirare alcune opere, nel 1584 furono incaricati dal committente Conte Fava di decorare ed affrescare la sala principale della nuova residenza di famiglia.
Proprio nelle sale affrescate dai Carracci si intraprende un percorso straordinario tra oltre centosessanta opere e sette secoli di storia dell'arte italiana, ammirando capolavori provenienti da musei comunali, chiese e collezioni private. Accanto ad opere di maestri bolognesi vi sono anche artisti forestieri che contribuirono in maniera importante allo sviluppo dell'arte cittadina; un esempio su tutti è Raffaello, di cui si può ammirare l'Estasi di Santa Cecilia risalente al 1515. 

Interessante è l'accostamento, accanto a grandi interpreti, di autori minori, che Sgarbi ha voluto proporre per condurre il visitatore verso espressioni e linguaggi inconsueti e poco conosciuti, come nel caso dei paesaggi del bolognese Andrea Doncucci detto Mastelletta.

Il primo piano della mostra: dal Duecento al Seicento

Michele di Matteo - Sogno della Vergine
La prima sala ospita capolavori dell'arte pittorica dal tardo Duecento, mettendo a confronto la pittura fiorentina con quella bolognese. Tra le opere, oltre alla Madonna in Trono con Bambino di Cimabue e alla Madonna di Giotto, anche pale di Vitale da Bologna del Trecento e altri dipinti bolognesi del lo stesso periodo.

Il percorso espositivo attraversa poi i secoli dal Quattrocento al Seicento dove spiccano la magnifica Sacra Famiglia del Bagnacavallo e le opere dei cugini Carracci, a cui è dedicata un'intera sala. La pittura del Rinascimento è caratterizzata da soggetti classici dove prevale l'iconografia sacra ma in cui trovano spazio anche alcuni ritratti e paesaggi.

Il secondo piano: dal Seicento all'Ottocento

Francesco Hayez- Ruth
La sezione si apre con una magnifica e delicata Annunciazione di Guido Reni del 1629 (foto di testata) per mostrare poi l'evoluzione della pittura in cui sempre più spesso appaiono soggetti laici accanto a paesaggi naturali ed urbani.
Interessante in questo senso il dipinto Scaffali con libri di Musica di  Giuseppe Crespi del 1725 che ricrea con straordinario realismo una libreria dell'epoca, l'olio di Antonio Basoli con una veduta del 1829 di Piazza Maggiore a Bologna e Ruth di Francesco Hayez, in cui il soggetto appare al contempo sensuale e riflessivo.

Il terzo piano: il Novecento e il genio di Morandi

Morandi - Vaso di Fiori

L'ultimo piano espone sette opere di Morandi, a cui è dedicata un'intera parete e tra cui figurano alcune Nature Morte accanto al dipinto La Nevicata, appartenente al primo periodo dell'artista. A Morandi si aggiungono opere di suoi contemporanei come Carlo Corsi, Giovanni Romagnoli, Emma Bonazzi e altri interpreti più o meno noti dell'arte bolognese della metà del Novecento.

L'audio-guida fornita permette di compiere il percorso accompagnati dal racconto dello stesso Sgarbi, che con il suo stile inconfondibile spiega le opere, le loro caratteristiche, il valore e le ragioni per le quali sono state scelte e selezionate, aiutando ad orientarsi lungo un percorso articolato e ricco di spunti nella storia dell'arte italiana.

Orari e tariffe

Interi 12€
Ridotti 9€
Famiglia € 25 (2 adulti +  1 bambino < 14 anni)

Lunedì: ore 12 - 19
Martedì, mercoledì, giovedì e domenica: ore 9 - 19
Venerdì e sabato: ore 9 - 20

Aperture straordinarie:
Domenica 5 aprile: ore 9 - 20
Sabato 25 aprile: ore 9 - 20
Venerdì 1 maggio: ore 9 – 20

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