San Lorenzo in Banale, borgo trentino dal sapore inconfondibile

venerdì, novembre 07, 2014



Valentina, la nostra local expert per il Garda e le Dolomiti del Brenta, ci svela un altro borgo bello e goloso della sua terra!



A prima vista viene proprio da chiedersi perché San Lorenzo in Banale sia stato inserito nel club dei Borghi più Belli d’Italia: passando in macchina, infatti, non si vedono che edifici moderni, non diversi da mille altri in Italia. Ma parcheggiando la macchina e addentrandosi tra le sue frazioni si scopre tutto il fascino di questo paese, che sorge proprio ai piedi delle Dolomiti di Brenta. 
San Lorenzo è composto da ben 7 frazioni, un tempo veri e propri paesi indipendenti. E fa quasi sorridere ora, se si pensa che questi paesi (in realtà un gruppo di case ciascuno) distano solo pochi passi uno dall’altro. Passando da uno all’altro, si possono osservare le vecchie case in pietra, grandi e massicce, con i loro “pont”, ovvero sorta di ponti che permettevano ai carri l’accesso ai piani superiori degli edifici. Da non perdere poi la visita alla chiesetta di San Rocco e San Sebastiano, nella frazioncina di Pergnano, con i suoi affreschi di inizio ‘500 ma dai colori ancora incredibilmente vividi. 
San Lorenzo in Banale - Credits Valentina Bellotti

Di solito, come gli altri paesini che s’incontrano nelle valli trentine, è molto tranquillo, quasi sonnecchiante sul suo pendìo soleggiato. Ma non se ci venite il primo fine settimana di novembre! In questi giorni si celebra infatti la Sagra della Ciuìga, vivacissima festa paesana dedicata appunto alla ciuìga, salamino con le rape prodotto solo qui e presidio Slow Food.

Tagliere - Credits Valentina Bellotti
La storia della ciuìga è strettamente collegata alla storia del borgo e della sua gente: è nata infatti sul finire dell’Ottocento dall’ingegno del macellaio locale che, per sfruttare anche le parti meno nobili del maiale e ricavarne qualcosa di sostanzioso, pensò bene di aggiungere tante spezie e della rapa bianca bollita e grattugiata alla carne. Il salamino così ottenuto veniva affumicato in speciali locali senza camini. Si trattava evidentemente di un cibo povero, nato davvero dalla necessità, e quasi scomparso dopo che quella necessità venne meno con gli anni del benessere. Recuperato e nobilitato (ora si fa con un buon 70% di carne di maiale scelta e il resto rapa, esattamente il contrario di quanto avveniva in passato), è ora un ingrediente appetitoso e ricercato, tutelato da Slow Food. 
Nei giorni della sagra è possibile provare tantissimi piatti con la ciuìga, ma se volete provare qualcosa di più “rustico” vi consiglio il semplice tagliere con il salame, patate lesse e cavolo cappuccio. Da leccarsi i baffi! 

Come arrivare a San Lorenzo in Banale

Da Trento (35 km ca), seguire le indicazioni per Terme di Comano  e poi Molveno; da Riva del Garda (40 km), prendere per Tenno, poi Ponte Arche e infine Molveno. 


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