Perdersi nel cuore del Lussemburgo

mercoledì, luglio 16, 2014


La seconda tappa di #luxembourg2flanders, il viaggio della nostra Fabiana.

Il Lussemburgo è conosciuto come il paese delle banche e dei soldi. Quello che è meno famoso è il suo lato ricco di arte, storia e paesaggi mozzafiato.
Ed è proprio per questo suo essere inaspettato che ogni angolo è una sorpresa ed un’emozione unica.
La capitale, l’omonima Lussemburgo, è una città piccola e concentrata in pochi quartieri ma, non per questo povera di cose da fare e vedere.
Le zone principali sono sicuramente il centro (Ville Haute), il Grund, il quartiere europeo e Clausen.
La prima cosa che ho notato è che ci sono tantissimi autobus (25 linee) che ricoprono la zona centrale. La fermata centrale dove passano tutti i collegamenti è quella di Hamilius (impossibile non notarla). Ma le distanze sono talmente brevi che è sicuramente meglio girare a piedi anche perché un biglietto di un’ora costa €2.

Il cuore della città (Ville Haute) pulsa intorno a Place Guillame II e a Place d’Armes. Lì intorno si trovano il Gran Palais, la Cattedrale, il Museo della Città del Lussemburgo, il Museo dell’arte e della storia del Lussemburgo, le Casemates de la Petrusse e le Casemates du Bock, il Ponte Adolphe, la Valle de la Petrusse, la Place de la Constitution, A seconda di quello che si vuole o meno visitare consiglio di acquistare la Luxembourg Card al costo di €9 al giorno. E’ un prezzo vantaggiosissimo perché comprende, non solo gli ingressi alle principali attrazioni culturali ma anche tutti i mezzi pubblici e tutti i treni all’interno del principato. Quindi è valida non solamente nella capitale ma in tutto il territorio (castelli, visite guidate, musei, battelli, e tantissimo altro).
I musei sono piccoli e visitabili in un paio d’ore al massimo. Consiglio di non perdere assolutamente la visita alle Casemates du Bock (quelle della Petrusse sono visitabili solamente ad orari fissi con visite guidate). Chilometri di gallerie sotterranee ricche di misteri e passaggi segreti. Certo, forse è un luogo un po’ umido e buio che a tratti può sembrare insignificante e ripetitivo ma è da vedere nell’ottica storica delle persone che vi trovavano rifugio durante la guerra e i bombardamenti.

Il quartiere europeo, a mio avviso, è abbastanza deludente se non per l’imponente palazzo del Philharmonie, il Mudam (Museo di arte moderna) e il Museo Drai Eechelen. Per raggiungerle il quartiere (Place d’Europe) consiglio di prendere il bus n°13 direzione Eich-Centre Culturel da Hamilius perché è situato nella parte più alta della città e a piedi non è facilmente e comodamente raggiungibile.
Il Grund è la parte bassa della città raggiungibile facilmente a piedi percorrendo dal centro la Monteé du Grund (per risalire ci sono gli autobus n° 9, 16 o 14 o l’apposito ascensore situato in Rue de Trèves). Il Grund è famoso per l’Abbaye de Neumunster, il Museo di storia naturale e gli incredibili scorci che danno sulla valle e sul fiume Alsette.

La sera consiglio un giro nel quartiere di Clausen, nella zona chiamata Mousel raggiungibile percorrendo dal centro la Rue du Bock Monteé. E’ un piccolo quartiere ricco di locali e ristoranti molto suggestivo e caratteristico.
Al di là del percorso culturale o meno che si vuole fare, consiglio vivamente di lasciarsi guidare dall’istinto (la mappa è abbastanza fuorviante), di non perdere il panorama sulla Valle della Petrusse dalla Place de la Constitution, di lasciarsi trasportare dalla magia della vista sulla Corniche e sul Bock da tutti i punti panoramici situati sulla Rue du Bock Monteé, di sedersi ai tavolini in Place d’Armes (d’estate c’è il gazebo con l’orchestra che suona tutte le sere) a sorseggiare una birra o una bibita, di non fare shopping (i prezzi sono altissimi).

Curiosità:

La domenica fino alle tre del pomeriggio i negozi (bar e ristoranti compresi) sono chiusi quindi la città è completamente deserta.
La popolazione è soprattutto formata da funzionari delle banche e delle istituzioni finanziarie che vengono dall’Italia o dalla Francia quindi i veri “lussemburghesi” sono difficili da trovare
ci sono tantissimi portoghesi che non parlano inglese e francese (comunicare in questi casi è una vera impresa).

Lussemburgo, un piccolo cuore, una piccola città, una grande emozione.

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