Marrakech la rossa

giovedì, marzo 21, 2013


© silviaromio.altervista.org
Marrakech è un mondo a parte, un universo parallelo dove tutto sembra scorrere secondo ritmi propri. Basta uscire dall'aeroporto per accorgersi di questa diversità: appena saliti sul taxi e lasciatosi alle spalle il terminal degli arrivi si viene subito catapultati in una dimensione diversa, dove auto super lusso sfrecciano sulle strade accanto a vecchi macinini, seguendo un codice stradale incomprensibile al visitatore, e lungo il ciglio della strada vanno in scena immagini che sembrano uscite da un film in costume, con carretti trainati a braccia e vecchi che girano in groppa ad un asino.


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Già prima di entrare nelle mura che racchiudono il cuore della città, Marrakech da un assaggio della sua bellezza esotica, con lunghe vie orlate di palme e un clima secco e caldo che parla di deserto.
Marrakech  la rossa, e non è un caso: edifici, mura, persino la polvere lungo i cigli delle strade hanno toni che variano dal rosso mattone ad un acceso carminio, creando un'atmosfera calda e avvolgente.
Le lunghe vie periferiche sembrano andare a cozzare contro le enormi mura della città, da cui diparte un labirintico intrico di viuzze dove va in scena il vero teatro di Marrakech: la Medina.

Qui tutto cambia e quella minima parvenza di occidente che la città mostra nella parte nuova lascia spazio all'anima più araba. La Medina è un’esperienza intensa, un vortice di profumi, odori, colori, suoni  che avvolgono e travolgono, una folla immensa che si accalca lungo gli stretti vicoli rendendo difficile avanzare, le urla dei venditori che decantano la bellezza delle loro merci e rincorrono i turisti con la promessa dello sconto più conveniente.

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Marrakech è una di quelle bellezze che dividono, o la ami o la odi, non ci sono vie di mezzo; o si guarda oltre la sporcizia dei vicoli, il disordine, la confusione e li si accetta come imprescindibili elementi di un mosaico che compongono la città, o difficilmente si riuscirà ad apprezzarla. E' solo scrollandosi di dosso i condizionamenti occidentali che si può davvero amare questa città, perdendosi nei suoi vicoli tentacolari per ammirare l'infinità varietà di merci esposte nelle bancarelle che fiancheggiano le vie: oggetti in rame, radica, tessuti preziosi, gioielli d'argento e pietre, scarpe, vestiti, e ancora spezie, olive e frutta, il tutto a far bella mostra di sé nei banchetti stracolmi dei venditori; è impossibile restare indifferenti di fronte a tanta luccicante ed esotica bellezza. Nella Medina è normale perdersi essendo impossibile orientarsi tra le strette viuzze tutte uguali e gremite di gente, ma il bello è proprio questo, immergersi nel ventre della città e lasciare che sia lei a scegliere per quale via far riemergere per ritrovarsi in una delle tante piccole piazze dove sedersi al sole a sorseggiare l'immancabile the alla menta, ammirando estasiati i gesti sicuri e scenografici dei camerieri che versano il the a pioggia, facendo sprigionare nell'aria l'inconfondibile aroma di menta.
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Ed è così che girovagando tra negozi e bancarelle si arriva alla grande Piazza Jami El Fna, il cuore pulsante di Marrakech,  il punto di inizio e fine della sua Medina. Vista di giorno la piazza appare come un immenso spazio occupato in parte dalle immancabili bancarelle e circondato da numerosi ristoranti e caffè,  un luogo ordinario e non particolarmente attraente; ma all'imbrunire la piazza prende vita e in poco tempo si trasforma in un immenso ristorante a cielo aperto; distese di bancarelle gastronomiche sembrano materializzarsi all'improvviso dopo prima c'era il vuoto, tutte attrezzate con banchetti che presto si riempiono di gente del posto e turisti. Il cibo è vario e buonissimo, un'esperienza sensoriale dove il gusto speziato delle vivande viene esaltato dall'atmosfera di festa e di grande convivialità che c'è tutt'intorno; la piazza non è solo un luogo di ristoro ma anche un enorme teatro all'aperto dove recitano tanti personaggi: incantatori di serpenti, cantastorie, figuranti vari. Alcuni sono personaggi in costume che cercano di strappare qualche spicciolo ai turisti facendosi fotografare, ma molti, ad iniziare dai cantastorie, che parlano solo in arabo, sono lì per intrattenere la gente del posto ed è bello osservare come presto vengano circondati da una piccola folla che  ride ed esclama seguendo con interesse la storia raccontata: una scena che per noi appartiene a tempi passati, che ricorda i nostri filò contadini, una dimensione di "piazza" come luogo d'incontro e intrattenimento che da noi è andata perduta.
Approfittate di una delle tante belle terrazze dei ristoranti e caffè affacciati su Ja El Fna per un panorama d'insieme della piazza dall'alto, un'immagine di grande impatto che fa capire come a creare la suggestione non sia il luogo in sé, che di fatto non ha nessun edificio davvero degno di nota, ma la gente che la anima. A rendere speciale Piazza El Fna, così come la Medina e Marrakech stessa, non sono tanto le sue architetture arabe o i suoi vicoli  quanto la sua gente, straordinaria perché fuori dall'ordinario, diversa, eclettica, trasandata, rilassata, unica.

Guida al viaggio
Come arrivare: Easy Jet offre comodi collegamenti con Marrakech da Milano e Venezia.
Dove dormire: uno dei modi più suggestivi di vivere la città è soggiornare in uno dei magnifici Riad, le case tradizionali situate all'interno della Medina e solitamente organizzate intorno ad un patio centrale.
Ce ne sono di diverse categorie e prezzi, dai più economici fino a Riad extra lusso da mille e una notte per chi se lo può permettere.
Consiglio il Riad Chi Chi, nel cuore della Medina:  una casa tradizionale completamente ristrutturata dagli immacolati interni bianchi (io me ne sono innamorata solo guardando le foto sul sito, che vi assicuro sono fedelissime alla realtà), con stanze molto curate in tipico stile marocchino; la colazione, buonissima e fresca, viene servita nel patio centrale, un' esperienza dal vero sapore marocchino. Attenzione solo al rientro la sera. Dopo il tramonto la Medina si trasforma in un labirinto di strade deserte e buie in cui è impossibile orientarsi. Chiedete in hotel come si può rientrare girando all'esterno delle mura o in alternativa dovrete affidarvi ad una delle tante guide improvvisate che si aggirano di notte per la Medina in cerca di turisti smarriti...da spennare!
Come spostarsi: nella Medina ci si sposta a piedi; per raggiungere i siti turistici fuori dalla Medina si può andare a piedi o usare i taxi.






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