Giappone: la cerimonia del tè

giovedì, marzo 07, 2013

© silviaromio.altervista.org
Il Giappone è un paese di grande fascino, perennemente in bilico tra un futuro tecnologico e avveniristico e un passato ricco di millenarie tradizioni.
Una delle arti più antiche, ma anche forse meno conosciute della cultura giapponese è la Cerimonia del tè: una tradizione in cui la ricerca della bellezza estetica si fonde e diventa tutt'uno con quella della pace interiore. Un percorso formativo che attraverso lo studio e l'esercizio di antichi gesti e rituali insegna a liberare e distendere la mente per cogliere l'essenziale. Un esercizio che va ben al di là della sola preparazione di una bevanda per sconfinare nella ricerca filosofica del concetto di esistenza e di saper vivere il presente in armonia con il mondo.
Ecco una breve introduzione a questa preziosa e coinvolgente arte che oggi, grazie al nascere di scuole del tè anche in Europa, dopo secoli di chiusura e mistero viene finalmente svelata anche al mondo Occidentale.

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La cerimonia del tè (chadô o sadô) è l'arte del preparare e servire il tè verde in polvere per offrirlo agli ospiti seguendo precisi rituali. Una completa cerimonia del tè eseguita si compone di un pasto (chakaiseki) e due offerte di tè (koicha e usucha); l'intera cerimonia dura all'incirca quattro ore, durante le quali l'ospite impegna tutto sé stesso nel creare un'occasione di godimento estetico, intellettuale e fisico e di pace dello spirito per gli invitati.
Per arrivare a questo risultato, il padrone e la padrona di casa possono impiegare decenni, non solamente arrivare ad impadronirsi delle procedure accurate per servire il tè, ma anche per imparare ad apprezzare
l'arte, l'artigianato, la poesia e la calligrafia, la composizione dei fiori e la cura del giardino. Tutti gli sforzi del padrone di casa sono indirizzati alla soddisfazione dei partecipanti, ma non si può dire che la cerimonia del tè sia un passatempo indulgente per gli invitati. L'obiettivo è lo stesso del buddhismo Zen -imparare a vivere il momento- e l'intero rituale è concepito in modo che l'invitato sia totalmente concentrato sull'evento e non venga distratto da pensieri mondani. 
Ci si può' domandare se una completa cerimonia formale del tè sia qualcosa a cui i giapponesi di dedicano regolarmente. In verità  oggi è raro che un giapponese possa concedersi il lusso di possedere una casa da tè o abbia le motivazioni di coltivare quest'arte e ricevere ospiti.
Dare un ricevimento col rituale del tè è sempre stato, con l'eccezione del clero buddhista, privilegio di una éliteDopo essere stato importato dalla Cina intorno al XI secolo, dal monaco buddhista Eisai, il tè verde incominciò a essere bevuto nei monasteri e nei palazzi dell'aristocrazia e dell'élite guerriera. Il tè fu dapprima somministrato come una sorta di medicina in virtù delle molteplici proprietà officinali. Le prime cerimonie furono  occasione di pretenziosa ostentazione, e solo successivamente a partire dal XIV secolo,con l'influenza dei maestri buddhisti Zen , le procedure per servire il tè si evolvettero fino ad arrivare alla forma spiritualmente elevata nella quale milioni di studenti oggi si cimentano nelle diverse scuole.

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Il maestro del tè che perfezionò il rituale fu Sen no Rikyû (1522-1591). L'essenza della cerimonia del tè di Rikyû era il concetto di "wabi". Wabi letteralmente significa "desolazione". La filosofia Zen propone ed elabora il carattere positivo di questo concetto e insegna che la più grande ricchezza si trova nella desolazione e nella povertà, due situazioni che ci inducono a guardare dentro di noi e a trovare la vera ricchezza spirituale là dove non abbiamo attaccamento alle cose materiali.
L'allievo che inizia la via del tè si rende presto conto di  quanto sia difficile porsi di fronte alle cose con spirito quieto e concentrato, di quanto si sia distratti da futili pensieri e quanto spesso ci si senta inadeguati di fronte agli oggetti per eseguire la cerimonia, e quanto i movimenti siano spesso goffi, incontrollati e poco eleganti. Per questo la via del tè è un vero e proprio percorso di trasformazione, evoluzione e crescita spirituale; uno studio a cui, come tutte le arti giapponesi, ci si può dedicare per un'intera vita.

Per maggiori informazioni sulla Cerimonia del Té e sui corsi per coltivare questa antica arte potete rivolgervi all'Associazione Areté di Vicenza.



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